La scelta di non votare è dilaniante per chi crede nella gestione democratica di un Paese. E molti in effetti si chiedono dove sia finita la democrazia in Italia! Questa legge elettorale è un ulteriore cancro che erode la partecipazione democratica alla vita politica italiana, ma la sindrome del non voto, nuova patologia individuata dalla mutazione del gene della tafazzina, rischia di generare un melanoma mortale.
Per la serie “solo gli stupidi non cambiano mai idea“, nonostante per tutta questa campagna elettorale abbia cercato di isolarmi da polemiche, proclami, minacce e promesse, quello che è filtrato nel mio isolamento mediatico è stato più che sufficiente per farmi rendere conto che l’Italia si trova nuovamente in caduta libera verso una deriva autoritaria.
Nel post “Io non voto!” esprimevo una posizione scaturita dalla delusione e indignazione per la politica del centro-sinistra che invece di abrogare le “leggi vergogna” della precedente legislatura (in primis il porcellum della legge elettorale), non solo le ha mantenute in vigore ma alcuni suoi esponenti ne hanno personalmente beneficiato (Cfr. la vicende legate alle scalate bancarie).
Rivedo la mia decisione e andrò a votare esclusivamente in funzione “anti“. È odioso essere costretti a votare “contro“, ma lo show mostrato dalla destra e le dichiarazioni al limite del sovversivo da parte di quel signore che si candida alla Presidenza del Consiglio per il Popolo della Libertà, colmano la misura e superano il senso di decenza, che porta a non votare il Partito Democratico, sconfitto da un più istintivo senso di sopravvivenza che nega il masochismo insito nella sindrome del non voto.




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